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<channel><title><![CDATA[Massimiliano Gatti - News]]></title><link><![CDATA[http://www.massimilianogatti.com/news]]></link><description><![CDATA[News]]></description><pubDate>Fri, 08 May 2026 08:00:47 +0200</pubDate><generator>Weebly</generator><item><title><![CDATA[la memoire est un jeru d'enfant | podbielski contemporary, milan]]></title><link><![CDATA[http://www.massimilianogatti.com/news/la-memoire-est-un-jeru-denfant-podbielski-contemporary-milan]]></link><comments><![CDATA[http://www.massimilianogatti.com/news/la-memoire-est-un-jeru-denfant-podbielski-contemporary-milan#comments]]></comments><pubDate>Tue, 16 Sep 2025 11:26:35 GMT</pubDate><category><![CDATA[event]]></category><category><![CDATA[exhibition]]></category><category><![CDATA[photography]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.massimilianogatti.com/news/la-memoire-est-un-jeru-denfant-podbielski-contemporary-milan</guid><description><![CDATA[ PODBIELSKI CONTEMPORARY presenta la mostra"LA M&Eacute;MOIRE EST UN JEUD&rsquo;ENFANT&rdquo;di Massimiliano Gatti a cura di Gaia RenisOpening | 17 settembre h. 18 - 2118 settembre &ndash; 22 novembre, 2025La m&eacute;moire est un jeu d&rsquo;enfant &egrave; un viaggio nella memoria, un progetto espositivo che riuniscealcune tra le pi&ugrave; recenti ricerche fotografiche di Massimiliano Gatti, tutte accomunate da una riflessione profonda sul carattere vivo, dinamico, ambivalente del ricordare.  [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:244px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="http://www.massimilianogatti.com/uploads/1/5/3/1/15312836/published/screenshot-2025-09-16-alle-13-27-24.png?1758022401" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Picture" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;"><strong>PODBIELSKI CONTEMPORARY </strong>presenta la mostra<br /><strong>"LA M&Eacute;MOIRE EST UN JEUD&rsquo;ENFANT&rdquo;</strong><br />di <strong>Massimiliano Gatti</strong> a cura di<strong> Gaia Renis</strong><br /><strong>Opening</strong> | <strong>17 settembre h. 18 - 21</strong><br />18 settembre &ndash; 22 novembre, 2025<br /><br /><em>La m&eacute;moire est un jeu d&rsquo;enfant</em> &egrave; un viaggio nella memoria, un progetto espositivo che riunisce<br />alcune tra le pi&ugrave; recenti ricerche fotografiche di Massimiliano Gatti, tutte accomunate da una riflessione profonda sul carattere vivo, dinamico, ambivalente del ricordare. La mostra presenta sette progetti che si muovono lungo il confine tra conservazione e immaginazione, documento e finzione. La memoria, in questa prospettiva, non &egrave; mai un archivio statico, ma una pratica fluida, a volte fragile: pu&ograve; essere gioco, rovina, traccia, illusione. Un processo sempre in bilico tra ricordo e ricostruzione. Attraverso archivi personali, materiali storici, manipolazioni digitali e gesti condivisi, i lavori esposti danno forma a una costellazione di memorie plurali, dove ogni immagine diventa un luogo di interrogazione e di resistenza, dicontinuit&agrave; e di trasformazione. Il punto di partenza di questo viaggio allora non pu&ograve; che essere il gesto pi&ugrave; intimo e familiare che intreccia lo sguardo di un padre e l&rsquo;immaginazione di sua figlia, Adele. &Egrave; qui, nel gioco delicato tra generazioni, che la memoria mostra la sua natura mutevole, affettiva, creativa. Ne <strong><em>La m&eacute;moire est un jeu d&rsquo;enfant</em></strong>, il ricordare diventa un atto a quattro mani, dove il passato non &egrave; solo da custodire, ma da trasformare insieme. Le fotografie dei monumenti storici diventano lo sfondo su cui Adele interviene con il colore, seguendo l&rsquo;istinto libero e non condizionato: un&rsquo;azione spontanea che nasce dall&rsquo;incontro tra il suo mondo interiore e quello visibile, e racconta di un&rsquo;infanzia che reinventa il passato. In questo gioco condiviso,l&rsquo;iconografia di un&rsquo;epoca si trasforma in atto creativo, un ponte tra storia e infanzia, tra memoria e futuro; e le due pratiche, del padre e della figlia, si fondono in un&rsquo;opera comune, dove il gioco diventa gesto artistico e la memoria si fa materia viva, colore. Con <strong><em>Rovine</em></strong> entriamo in un tempo immobile, archetipico. Il ricordo qui si manifesta attraverso ci&ograve; che crolla ma resiste, ci&ograve; che resta pur svanendo. Le rovine parlano un linguaggio che la nostra epoca fa, forse, fatica a comprendere: sono presenze silenziose e solenni, capaci di evocare un tempo sospeso, indeterminato, che sfugge alle categorie del presente. Attraverso la loro bellezza fragile, esse rivelano tanto l&rsquo;opera dell&rsquo;uomo quanto la sua assenza. Tracce di civilt&agrave; passate, nate e crollate sotto il peso di eventi naturali o squilibri di potere, ci pongono di fronte all&rsquo;instabilit&agrave; della memoria e dell&rsquo;identit&agrave;. Esse contengono in s&eacute; una doppia tensione: quella tra armonia e disgregazione, tra permanenza e dissoluzione. In un mondo frammentato e precario, dove le coordinate storiche e culturali sembrano incerte, la contemplazione delle rovine ci interroga sul nostro stesso destino. Dove <em>Rovine </em>ci chiede di ascoltare in silenzio ci&ograve; che il tempo lascia, <strong><em>Aleppo &egrave; una foglia&nbsp;</em></strong><strong><em>d&rsquo;alloro</em></strong> introduce la materia pulsante, che assorbe memoria, la incarna e la trasmette. Non vi &egrave; pi&ugrave; solo contemplazione, ma un gesto quotidiano e antico, carico di senso, che scorre tra le mani e si ridefinisce come un rituale che attraversa il tempo. Aleppo &egrave; una ferita aperta, consumata da anni di conflitto. Il suo sapone diventa un oggetto-soglia, in equilibrio tra rito e rovina, solidit&agrave; e frattura. Come una citt&agrave; che si sgretola, e che forse &ndash; proprio attraverso le sue crepe &ndash; prepara la possibilit&agrave; di un nuovo inizio. Un altro elemento intriso di memoria &egrave; il francobollo: piccolo, fragile, mobile, eppure capace di trattenere un&rsquo;intera iconografia nazionale. Con <strong><em>La Collezione</em></strong>, la memoria vive nell&rsquo;immagine moltiplicata, nella sua circolazione e nel suo consumo lento. I francobolli siriani, raccolti e classificati, compongono un atlante visivo e sentimentale che tenta di dare un volto a ci&ograve; che rischia di svanire: un&rsquo;identit&agrave; collettiva, una storia, un luogo che si allontana nel tempo e nello spazio. Qui il ricordo si fa segno e tassonomia, una memoria che ha viaggiato attraverso confini, mani e storie, e che ancora prova a dirci qualcosa.&nbsp;<strong><em>Omega</em></strong> ci introduce in un territorio pi&ugrave; instabile, dove la realt&agrave; vacilla e la finzione prende forma. Il progetto nasce dal mistero irrisolto che circonda la scomparsa di Federico Garc&iacute;a Lorca, diventando simbolo di una realt&agrave; che non si pu&ograve; pi&ugrave; toccare e che proprio per questo si presta a essere ridefinita, per aprirsi quindi a una riflessione sulla memoria collettiva e sull&rsquo;assenza di una verit&agrave; storica univoca. Le immagini, realizzate nel paesaggio sospeso del Barranco del Viznar, accostano fotografia e manipolazione digitale con interventi di Intelligenza Artificiale, generando un racconto visivo ambiguo e stratificato. <em>Omega</em> apre cos&igrave; una nuova fase del percorso: la memoria come enigma, come spazio ibrido tra ci&ograve; che &egrave; stato e ci&ograve; che potrebbe essere. Il titolo rimanda a &ldquo;Omega. Poema para los muertos&rdquo;, in cui Lorca evoca la morte con immagini visionarie. Allo stesso modo, quest&rsquo;opera &egrave; una meditazione sulla fine e sulla sopravvivenza: la natura che cresce nel luogo del trauma diventa simbolo di resistenza. Dopo aver attraversato il luogo incerto della memoria manipolata, in <strong><em>Bianco</em></strong> vi &egrave; un ritorno al paesaggio e ai suoi mutamenti di forma. Qui, il Monte Bianco &egrave; osservato attraverso due tempi lontani fra loro: quello di lastre fotografiche, risalenti a circa un secolo fa, e quello di immagini contemporanee. A unire questi sguardi &egrave; il bianco &ndash; o meglio, la sua assenza: la neve, simbolodi purezza e mistero, oggi sempre pi&ugrave; rara. Le lastre originali, stampate in negativo su carta baritata con l&rsquo;acqua della neve raccolta in loco, restituiscono un paesaggio ribaltato, quasi astratto. Il bianco si fa nero profondo e la montagna diventa un enigma visivo, svincolato dal tempo e dallo spazio. Le fotografie attuali, invece, mostrano le tracce della trasformazione: erosioni, assenze, segni visibili della crisi ambientale. In questo gioco di inversioni e specchiature, <em>Bianco</em> rende evidente la fragilit&agrave; degli ecosistemi montani, la memoria che si scioglie, il tempo che erode. <em>Bianco</em> &egrave; anche un invito alla cura: a osservare, a ricordare, a non dimenticare ci&ograve; che lentamente scompare sotto i nostri occhi. Arrivati al termine di questo percorso, incontriamo <strong><em>Al-ri&#7717;la (Il viaggio)</em></strong>: un progetto realizzato con il videomaker Nico Cremonesi (editing e sound design di Massimo Leonardi) e i ragazzi della Comunit&agrave; San Francesco di Chiaravalle, in cui la geografia diventa il luogo dove la memoria si intreccia al corpo e alla scelta. Su una cartina, apparentemente neutra e oggettiva, giovani migranti tracciano il proprio percorso con fili rossi e chiodi, costruendo una geografia alternativa fatta di ricordi, decisioni, tagli e legami. Ogni filo racconta una traiettoria unica: si tende, si annoda, si spezza. &Egrave; strada, ma anche ferita. Il rosso &egrave; il colore spesso associato alla migrazione, ma &egrave; anche il colore del sangue, dell&rsquo;amore, del coraggio di resistere. I chiodi sono insieme &agrave;ncore e cicatrici, testimonianza del peso di ogni passaggio. <em>Al-ri&#7717;la</em> &egrave; un&rsquo;opera sulla soggettivit&agrave; di chi &egrave; spesso ridotto a categoria, un invito a guardare oltre i confini disegnati sulle mappe, a dare ascolto alle voci che si muovono sotto la superficie visibile del mondo. Un esercizio di memoria attiva, dove il gesto del tracciare diventa un modo per riappropriarsi della propria storia, come un campo da gioco aperto, un universo di possibilit&agrave;.</div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Passaggi Paesaggi. Fotografia italiana dalle collezioni di Fondazione AGO]]></title><link><![CDATA[http://www.massimilianogatti.com/news/passaggi-paesaggi-fotografia-italiana-dalle-collezioni-di-fondazione-ago]]></link><comments><![CDATA[http://www.massimilianogatti.com/news/passaggi-paesaggi-fotografia-italiana-dalle-collezioni-di-fondazione-ago#comments]]></comments><pubDate>Tue, 11 Feb 2025 12:10:10 GMT</pubDate><category><![CDATA[event]]></category><category><![CDATA[exhibition]]></category><category><![CDATA[photography]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.massimilianogatti.com/news/passaggi-paesaggi-fotografia-italiana-dalle-collezioni-di-fondazione-ago</guid><description><![CDATA[      [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="http://www.massimilianogatti.com/uploads/1/5/3/1/15312836/pp-social-ig-1080x1920_orig.png" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[madre materia | podbielski contemporary, milan]]></title><link><![CDATA[http://www.massimilianogatti.com/news/madre-materia-podbielski-contemporary-milan]]></link><comments><![CDATA[http://www.massimilianogatti.com/news/madre-materia-podbielski-contemporary-milan#comments]]></comments><pubDate>Mon, 05 Feb 2024 12:23:04 GMT</pubDate><category><![CDATA[event]]></category><category><![CDATA[exhibition]]></category><category><![CDATA[photography]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.massimilianogatti.com/news/madre-materia-podbielski-contemporary-milan</guid><description><![CDATA[ La materia &egrave; un elemento ancestrale, preesiste all'uomo, lo circonda. Dalla materia l'uomo &egrave; attratto, affascinato, spesso condizionato, a volte sopraffatto. Con la materia l'uomo instaura una relazione intensa, coinvolgente, tenta di domarla, trasformandola, manipolandola. Che la materia diventi opera d'arte o semplice manufatto, l'intimo desiderio dell'uomo &egrave; di possederla, nel senso di farla propria, "umanizzarla", plasmandola. Ma sovente non resta che osservarla, rispet [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:auto;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="http://www.massimilianogatti.com/uploads/1/5/3/1/15312836/published/invito-madre-materia.jpg?250" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:0; max-width:100%" alt="Picture" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;"><span>La materia &egrave; un elemento ancestrale, preesiste all'uomo, lo circonda. Dalla materia l'uomo &egrave; attratto, affascinato, spesso condizionato, a volte sopraffatto. Con la materia l'uomo instaura una relazione intensa, coinvolgente, tenta di domarla, trasformandola, manipolandola. Che la materia diventi opera d'arte o semplice manufatto, l'intimo desiderio dell'uomo &egrave; di possederla, nel senso di farla propria, "umanizzarla", plasmandola. Ma sovente non resta che osservarla, rispettarla o addirittura subirla. La materia contiene in s&eacute; anche una forte valenza evocativa, richiama il legame con la natura, con la terra, nel senso di suolo, ma anche di mondo e dunque di origine, di provenienza, di appartenenza e persino di tradizione. E cos&igrave; la materia &egrave; anche madre, perch&eacute; indica una genitura. Questa mostra, ideata e a cura di Christian Marinotti, espone un'ampia declinazione di modalit&agrave; in cui la materia si manifesta e attraverso le quali noi la percepiamo: dalla materia bruta della natura pi&ugrave; selvaggia al rudimentale prodotto della tradizione artigianale, all'opera d'arte o all'architettura sino alla materia derelitta di un manufatto scartato o rovinato o persino distrutto, che pare riacquisire il suo stato puramente materico rispetto ad una forma ormai ammalorata, abbandonata, perduta.</span><br /><br /><span>Fabio Barile (courtesy Mat&egrave;ria, Roma), Gabriele Basilico, Silvia Bigi, Andrea Botto, Silvia Camporesi, Florence Di Benedetto, Massimiliano Gatti, Thomas Jorion e Gaia Renis sono gli artisti che mostrano il loro sguardo su un tema tanto suggestivo quanto poco esplorato:&nbsp;</span><em>Madre Materia</em><span>.</span><br /><span>&#8203;</span><br /><span>In mostra uno degli scatti della celebre serie di&nbsp;</span><em>Beirut&nbsp;</em><span>di&nbsp;</span><strong><em>Gabriele Basilico</em></strong><span>&nbsp;degli anni '90, dove rimane solo la memoria di quello che fu delle attivit&agrave; vitali della citt&agrave;.&nbsp;</span><strong>Andrea Botto</strong><span>, con la sua imagine del ponte di Calatrava di Reggio Emilia, offre un modello sublime di architettura finemente disegnata, di materia generata dall'umano ingegno in evidente contrasto con i detriti. Sempre Botto, nella fotografia dei frammenti di carte colorate che galleggiano nell'aria, immortala quelle che potrebbero essere candide e soffici nuvole: ci&ograve; che fluttua in quel cielo degno di Tiepolo &egrave; invece l'ultimo avanzo dell'esplosione di un fuoco d&rsquo;artificio. Nelle immagini di&nbsp;</span><strong>Gaia</strong><span>&nbsp;</span><strong>Renis&nbsp;</strong><span>la materia &egrave; invece inalterata, del tutto selvaggia, persino scabra, se non minacciosa: una concrezione rocciosa, frutto di una colata lavica, natura che costruisce nuova materia. Materia costruita e poi abbandonata sono i mappamondi di&nbsp;</span><strong>Silvia Camporesi</strong><span>: manufatti che hanno perduto la loro funzione e con essa il loro status, non esposti e in bella vista ma accatastati alla rinfusa in un armadio, mezzi rotti e dimentichi persino della geografia. Diversamente, quasi uno scherzo del creato pare la "fontana ardente" fotografata da&nbsp;</span><strong>Silvia</strong><span>&nbsp;</span><strong>Camporesi&nbsp;</strong><span>sul Monte Busca. Tramandata dalla leggenda come uno sfiato vulcanico, si tratta in realt&agrave; di una sorta di geyser di gas cui la natura ha dato fuoco anticipando l'uomo con le sue ciminiere degli impianti petrolchimici. Altrettanto incontaminata &egrave; la materia indagata da&nbsp;</span><strong>Silvia Bigi</strong><span>, pura e umana insieme, materia che diventa emblema dell'esistenza, estratto di vita: latte e sangue, linfa dell'essere vivente, quintessenza della corporalit&agrave; della donna che genera e alleva. Anche la materia rappresentata da&nbsp;</span><strong>Florence Di Benedetto</strong><span>&nbsp;&egrave; intima, anche se non corporale. Con ingrandimenti smisurati vengono mostrate le tracce lasciate dalla stecca o direttamente dal polpastrello di Medardo Rosso, immenso innovatore e precursore della scultura moderna, tracce che si fanno testimonianza dell'atto creativo, del gesto manipolatorio di Medardo che penetrala materia e le d&agrave; vita. L'astrazione la ritroviamo - seppur declinata su un registro pi&ugrave; concettuale e meno legato all'immagine - anche nelle messe in scena di&nbsp;</span><strong>Fabio Barile</strong><span>. Qui, con tono oscillante tra il ludico e il metafisico, vengono fotografati allestimenti ironici ed enigmatici insieme. Totalmente senza ordine e regole &egrave; invece la realt&agrave; colta dallo sguardo di&nbsp;</span><strong>Thomas Jorion</strong><span>. Uno scatto che rappresenta un inno all'illogico, al casuale, dove una grossa pietra grezza &egrave; appesa ad un rubinetto montato sopra una tappezzeria rococ&ograve;. Uno scherzo forse, un mistero sicuramente, ma non un'invenzione, tutto vero, eppure il trionfo dell'irrazionale, dell'ironia, del caso in perfetto stile Dada. Spogliati della loro funzione e immortalati nudi e crudi come in foto segnaletiche, sono anche i "pal ad castegn" di&nbsp;</span><strong>Massimiliano Gatti</strong><span>. Picchetti di legno che la tradizione contadina utilizza, piantati a terra, come rinforzi per sostenere le viti nella loro crescita, sono esempi di materia antica che ci raccontano del rapporto autentico tra uomo e natura. Invece, il sapone di Aleppo - sempre di Gatti - &egrave; materia semplice, essenza di olio e alloro; materia effimera, che da solida pian piano si scioglie, si consuma, sparisce: quasi la metafora della nostra vita sulla terra.</span></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="height: 20px; overflow: hidden; width: 100%;"></div> <hr class="styled-hr" style="width:100%;"></hr> <div style="height: 20px; overflow: hidden; width: 100%;"></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[PREMIO FRANCESCO FABBRI PER LE ARTI CONTEMPORANEE]]></title><link><![CDATA[http://www.massimilianogatti.com/news/premio-francesco-fabbri-per-le-arti-contemporanee6118181]]></link><comments><![CDATA[http://www.massimilianogatti.com/news/premio-francesco-fabbri-per-le-arti-contemporanee6118181#comments]]></comments><pubDate>Mon, 06 Nov 2023 12:35:07 GMT</pubDate><category><![CDATA[award]]></category><category><![CDATA[event]]></category><category><![CDATA[exhibition]]></category><category><![CDATA[photography]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.massimilianogatti.com/news/premio-francesco-fabbri-per-le-arti-contemporanee6118181</guid><description><![CDATA[ Fondazione Fabbri annuncia i finalisti della dodicesima edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee, iniziativa curata da Carlo Sala, giunta alla sua dodicesima edizione, nella splendida cornice di Villa Brandolini a Pieve di Soligo.L&rsquo;esposizione coinvolge 50 finalisti, divisi tra le due sezioni di Arte Emergente e Fotografia Contemporanea, selezionati da una giuria di prestigio, che ha esaminato numerose candidature.Contestualmente al vernissage della mostra, che inaug [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:108px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="http://www.massimilianogatti.com/uploads/1/5/3/1/15312836/published/screenshot-2023-11-06-alle-13-33-24.png?1699274218" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Picture" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;"><span>Fondazione Fabbri annuncia i finalisti della dodicesima edizione del </span><span>Premio </span><span style="font-weight:700">Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee</span><span>, iniziativa curata da Carlo Sala, giunta alla sua dodicesima edizione, nella splendida cornice di Villa Brandolini a Pieve di Soligo.</span><br /><br /><span>L&rsquo;esposizione coinvolge 50 finalisti, divisi tra le due sezioni di Arte Emergente e Fotografia Contemporanea, selezionati da una giuria di prestigio, che ha esaminato numerose candidature.</span><br /><br /><span>Contestualmente al vernissage della mostra, che inaugurera&#768; il prossimo 25 novembre, avverra&#768; la premiazione in cui saranno proclamati i vincitori assoluti delle due sezioni che riceveranno un premio acquisto di 5.000 euro l&rsquo;uno e vedranno le loro opere entrare nella collezione della Fondazione Fabbri; saranno annunciate inoltre le menzioni speciali che le giurie hanno voluto attribuire ad alcuni lavori particolarmente significativi. </span><br /><span>La Fondazione Fabbri continua cosi&#768; il suo impegno nella valorizzazione dei linguaggi del contemporaneo creando una mappatura degli autori che si distinguono per una ricerca attinente alle istanze del presente; </span><span>Premio Francesco Fabbri </span><span>vuole compiere un'opera di </span><span>scouting </span><span>delle varie tendenze che compongono il mosaico dell&rsquo;arte visiva attuale evidenziandone i caratteri maggiormente innovativi.</span><br /><br /><span>La giuria e&#768; composta da </span><span style="font-weight:700">Daniele De Luigi, Rossella Farinotti, Antonio Grulli, Elisa Medde, Angel Moya Garcia, Giangavino Pazzola, Stefano Raimondi e Mauro Zanchi</span><span>, con la partecipazione ad entrambe di Carlo Sala, curatore del Premio.</span><br /><br /><span>Di seguito i finalisti della sezione &ldquo;Arte emergente&rdquo; dedicata agli under 35: Andrea Barzaghi, Riccardo Bellelli, Martina Biolo, Anouk Chambaz, Nataliya Chernakova, Boris Contarin, Lucrezia Costa, Alessandro Luigi Costanzo, Marco Curiale, Daniela D&rsquo;Amore, Noemi Durighello, Enzo e Barbara (Riccardo Lodi e Greta Fabrizio), Silvia Giordani, Sara Grandi, Andrea Luzi, Andrea Mauti, Giulio Malinverni, Ottavia Piazza, Gianluca Ragni, Camilla Riscassi, Alan Silvestri, Elena Tortia, Cosimo Vella, Chiara Ventura e Lorenzo Zerbini.</span><br /><br /><span>I finalisti della sezione &ldquo;Fotografia contemporanea&rdquo; invece sono: Alessandra Baldoni, Fabio Barile, Elia Brignoli, Mattia Ciafardo, Noemi Comi, Stefano Conti, Alessandro Di Massimo, Federica Falcone, <strong>Massimiliano Gatti</strong>, Alessandra Gatto, IOCOSE, Rosa Lacavalla, Francesca Loprieno, Francesca Macis, Leonardo Magrelli, Sebastiano Maielli, Lisa Mignemi, Tommaso Mola Meregalli, Flavio Moriniello, Marco Strappato, Marco Toffanello, </span><span style="color:rgb(33, 33, 33)">Yojiro Imasaka</span><span>, </span><span style="color:rgb(33, 33, 33)">Elena Zanfanti</span><span>, </span><span style="color:rgb(33, 33, 33)">Marco Maria Zanin </span><span>e </span><span style="color:rgb(33, 33, 33)">Martina Zanin.</span><br /><br /><span style="font-weight:700">Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee </span><br /><span>a cura di Carlo Sala<br />Villa Brandolini, Solighetto di Pieve di Soligo (Treviso), Piazza Liberta&#768; n&deg;7 Inaugurazione e premiazione: sabato 25 novembre, ore 17.30.<br />26 novembre &ndash; 17 dicembre 2023. </span><br /><span>Il Premio e&#768; promosso dalla Fondazione Francesco Fabbri in collaborazione con il Comune di Pieve di Soligo e il patrocinio della Regione Veneto. E&#768; inserito nel palinsesto regionale RetEventi Cultura Veneto 2023 per la Provincia di Treviso. </span><br /><span>Orari di apertura: da venerdi&#768; a domenica 16.00-19.00. Ingresso libero. </span><br /><span>Per Info: fondazionefrancescofabbri.it; segreteria@fondazionefrancescofabbri.it&nbsp;</span><br /><br /></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[firaq... Nostalgia | studio la città, verona]]></title><link><![CDATA[http://www.massimilianogatti.com/news/firaq-nostalgia-studio-la-citta-verona]]></link><comments><![CDATA[http://www.massimilianogatti.com/news/firaq-nostalgia-studio-la-citta-verona#comments]]></comments><pubDate>Mon, 11 Sep 2023 11:46:58 GMT</pubDate><category><![CDATA[event]]></category><category><![CDATA[exhibition]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.massimilianogatti.com/news/firaq-nostalgia-studio-la-citta-verona</guid><description><![CDATA[ Firaq&hellip; nostalgiacon testi in mostra di&nbsp;Cesare Pomarici&nbsp;23 settembre &ndash; 28 ottobre 2023Opening: sabato 23 settembre 2023, ore 11Sabato 23 settembre alle ore 11 Studio la Citt&agrave; presenter&agrave;, nella Project Room, la mostra personale di Massimiliano Gatti con testi in mostra di Cesare Pomarici intitolata Firaq&hellip;nostalgia.Il titolo suggestivo racchiude il significato di una serie di fotografie inedite, Firaq, di un video omonimo diretto da Massimo Leonardi, di  [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:125px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a href='https://studiolacitta.it/' target='_blank'><img src="http://www.massimilianogatti.com/uploads/1/5/3/1/15312836/published/download.jpg?1694433099" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Picture" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;"><strong>Firaq&hellip; nostalgia</strong><br /><strong>con testi in mostra di&nbsp;</strong><strong>Cesare Pomarici</strong><br />&nbsp;<br /><strong>23 settembre &ndash; 28 ottobre 2023<br />Opening</strong><span>: sabato 23 settembre 2023, ore 11</span><br /><br />Sabato 23 settembre alle ore 11 Studio la Citt&agrave; presenter&agrave;, nella Project Room, la mostra personale di Massimiliano Gatti con testi in mostra di Cesare Pomarici intitolata <strong><em>Firaq</em><em>&hellip;nostalgia</em></strong><em>.</em><br />Il titolo suggestivo racchiude il significato di una serie di fotografie inedite, <em>Firaq, </em>di un video omonimo diretto da Massimo Leonardi, di un secondo ciclo di opere <em>Anche tu sei collina</em>, e di tre nuove opere al neon <em>Tracce</em> <em>di</em> <em>viaggio.</em>.<br />La parola araba &lsquo;Firaq&rsquo;: indica una separazione e allo stesso tempo rimanda ad una sorta di nostalgia nata dalla stessa separazione. &ldquo;<em>Le immagini mostrano delle piante che &ndash; come gli esseri umani a cui danno metaforicamente forma visiva &ndash; hanno delle radici sradicate dalla loro terra</em>&rdquo;. Il progetto artistico nasce dallo sguardo contemporaneo di Gatti dedicato tema della migrazione ed &egrave; stato realizzato nel corso di una residenza d&rsquo;artista a Itaca nel 2022. Il difficile viaggio dei migranti viene messo in relazione da Massimiliano Gatti, al viaggio di Ulisse, che incarna non solo il viaggio periglioso, ma anche il <em>nostos,</em> il desiderio di ritorno a casa: una necessit&agrave; di separazione e un desiderio di ritorno. L&rsquo;artista d&agrave; forma a questa doppia via fotografando alcune piante citate nell&rsquo;Odissea che sono, allo stesso tempo, metafora delle persone costrette a fuggire dai paesi di origine affrontando viaggi lunghi e spesso drammatici. I testi di Cesare Pomarici accompagnano il lavoro di Massimiliano Gatti nella lettura della mostra.<br />Il secondo ciclo di opere <em>Anche</em><em> tu sei collina</em> - dalla poesia di Cesare Pavese &ndash; ritrae il frammento di <em>pal ad castegn</em> che nel dialetto contadino pavese indica il palo che sorregge le viti, instancabilmente immerso nella terra, arsa d'estate e fradicia d'inverno.<br />Anche questa serie &egrave; legata al tema del &lsquo;radicamento&rsquo; che l&rsquo;artista definisce &ldquo;<em>solido e sostegno stabile per le viti che crescono e ogni anno germogliano&rdquo;</em>.<br />"Sei la vigna" dice Pavese nella sua poesia<em>,&rdquo; anch'io sono vigna &ndash; </em>afferma Gatti<em> -, anch'io ho queste radici che affondano nelle colline come i cunei dei pali, metafora di questo legame stretto con la mia terra e le mie generazioni precedenti. Questo cuneo &egrave; dentro me e mi riporta sempre al mio luogo d'origine. &Egrave; eredit&agrave; di cultura di famiglia, di ricordi, di una terra che mi ha fatto crescere come un "caloss", un germoglio, che diventa pianta di vite. &Egrave; attaccamento alla terra, inconscio e atavico, il punto di origine della crescita.&rdquo;</em><br />Gatti ha realizzato le stampe di questo secondo ciclo, con tecnica analogica ai sali d'argento, poi le ha sotterrate, perch&eacute; fossero intrise come radici e sentissero l'influsso della terra come lo sentiva l&rsquo;artista: &ldquo;<em>ogni stampa &egrave; stata sotterrata in un momento distinto, le diverse condizioni di temperatura ed umidit&agrave; della terra determinano un'azione unica sulle singole stampe. Ne risulta un processo simbolico, in cui l'opera porta memoria della terra, come i pal ad castegn e come me</em>&rdquo;.<br /><em>Anche</em><em> tu sei collina</em> nasce dall&rsquo;incontro e dalle tante riflessioni con i ragazzi della Soaza: un laboratorio artigianale di intaglio ed ebanisteria nelle colline dalla Valtidone che hanno curato il lavoro delle cornici in legno di noce dell'Appennino.<br /><em>Tracce di viaggio </em>&egrave; un terzo progetto realizzato da Massimiliano Gatti con alcuni giovani migranti che hanno disegnato, con il solo aiuto della memoria e della loro percezione, il tragitto dal Paese di origine alla destinazione europea. Molti avevano per lo pi&ugrave; scarsa cognizione geografica e dunque i loro disegni sono proprio solo tracce di viaggio. L&rsquo;artista ha poi tradotto queste tracce in neon dello stesso colore rosso utilizzato dai ragazzi e Paola D&rsquo;Alessandro ha disegnato la reale mappa geografica collocandola a fianco di ogni opera.<br /><br />&#8203;<strong><span>Firaq&hellip; nostalgia</span></strong><br /><strong><span>Massimiliano Gatti e testi in mostra di Cesare Pomarici</span></strong><br /><strong><span>&nbsp;</span></strong><br /><strong><span>Opening</span></strong><span>: sabato 23 settembre 2023, ore 11</span><br /><strong><em><span>&nbsp;</span></em></strong><br /><strong><span>Periodo espositivo</span></strong><br /><span>24 settembre &ndash; 28 ottobre 2023</span><br /><strong><span>&nbsp;</span></strong><br /><strong><span>Sede</span></strong><br /><span>Studio la Citt&agrave;, Lungadige Galtarossa 21, 37133 Verona</span><br /><strong><span>&nbsp;</span></strong><br /><strong><span>Orari</span></strong><br /><span>luned&igrave; 14 - 18 da marted&igrave; a venerd&igrave; 9 - 13 e 14 &ndash; 18</span><br /><span>sabato 9 - 13 (su prenotazione entro il gioved&igrave; della stessa settimana)</span><br /><strong><span>&nbsp;</span></strong><br /><strong><span>Le immagini ad uso stampa sono scaricabili al link:</span></strong><br /><span>Ufficio Stampa, Studio la Citt&agrave; | +39 045597549 <a>| </a><a href="mailto:ufficiostampa@studiolacitta.it"><span style="color:black">ufficiostampa@studiolacitta.it</span></a> | w</span><span>ww.studiolacitta.it</span><br /><br /></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[linea festival | biella]]></title><link><![CDATA[http://www.massimilianogatti.com/news/linea-festival-biella]]></link><comments><![CDATA[http://www.massimilianogatti.com/news/linea-festival-biella#comments]]></comments><pubDate>Tue, 07 Feb 2023 14:14:39 GMT</pubDate><category><![CDATA[award]]></category><category><![CDATA[event]]></category><category><![CDATA[exhibition]]></category><category><![CDATA[photography]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.massimilianogatti.com/news/linea-festival-biella</guid><description><![CDATA[      [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="http://www.massimilianogatti.com/uploads/1/5/3/1/15312836/screenshot-2023-02-07-alle-15-12-39_orig.png" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[exilium | massimiliano gatti e jacopo valentini | podbielski contemporary, milano]]></title><link><![CDATA[http://www.massimilianogatti.com/news/exilium-massimiliano-gatti-e-jacopo-valentini-podbielski-contemporary-milano]]></link><comments><![CDATA[http://www.massimilianogatti.com/news/exilium-massimiliano-gatti-e-jacopo-valentini-podbielski-contemporary-milano#comments]]></comments><pubDate>Thu, 01 Dec 2022 12:24:06 GMT</pubDate><category><![CDATA[event]]></category><category><![CDATA[exhibition]]></category><category><![CDATA[photography]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.massimilianogatti.com/news/exilium-massimiliano-gatti-e-jacopo-valentini-podbielski-contemporary-milano</guid><description><![CDATA[ Lunedi&#768; 5 dicembre, Podbielski Contemporary e&#768; lieta di inaugurare EXILIUM, un dialogo espositivo tra le fotografie di Massimiliano Gatti e di Jacopo Valentini, introdotto da un testo a cura di Carlo Sala.Opening | luned&igrave; 5 dicembre h 15.30 - 20.30Il nucleo della mostra ruota attorno a due personalita&#768; uniche nel panorama della letteratura: Dante e Ulisse, che intersecano i loro percorsi creando un eco di rimandi fittizi e autobiografici, rivisitati secondo la personale vi [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:182px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="http://www.massimilianogatti.com/uploads/1/5/3/1/15312836/published/schermata-2021-03-29-alle-13-14-12.png?1669897723" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Picture" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;"><font size="2"><strong>Lunedi&#768; 5 dicembre</strong>, Podbielski Contemporary e&#768; lieta di inaugurare <strong>EXILIUM</strong>, un dialogo espositivo tra le fotografie di <strong>Massimiliano Gatti</strong> e di <strong>Jacopo Valentini</strong>, introdotto da un testo a cura di <strong>Carlo Sala</strong>.</font><br /><br /><strong><span>Opening | luned&igrave; 5 dicembre h 15.30 - 20.30</span></strong><br /><br /><font size="2">Il nucleo della mostra ruota attorno a due personalita&#768; uniche nel panorama della letteratura: Dante e Ulisse, che intersecano i loro percorsi creando un eco di rimandi fittizi e autobiografici, rivisitati secondo la personale visione dei due artisti.<br /><strong>Firaq</strong>, che proviene da una parola araba e significa separazione, e&#768; un progetto di <strong>Massimiliano Gatti</strong> realizzato per <em>Return2Ithaca</em>, residenza artistica alla quale ha partecipato e durante la quale si concentra sul racconto della condizione di chi abbandona tutto per cercare una vita migliore. Lo sradicamento di una persona dalla propria terra viene rappresentato metaforicamente dalla pianta e dalle sue radici. Il viaggio del migrante e&#768; accostato al viaggio di Ulisse, le piante sono state scelte da persone che sono scappate forzatamente dalle regioni mediorientali, ma allo stesso tempo sono citate da Omero nell&rsquo;Odissea. Questo parallelismo tra il viaggio di Ulisse e del migrante e&#768; il nodo focale del progetto artistico che nel video, con regia di Massimo Leonardi, trova la sua conclusione, con il &ldquo;nostos&rdquo;, il ritorno a Itaca delle piante e l&rsquo;uso della simbologia omerica per ribadire il ritorno a casa e la fine del viaggio. Le stampe, realizzate da Ester Negruzzi, sono state rotte e ricucite, per evidenziare la ferita e la cicatrice di un viaggio lungo e pericoloso che si delinea sulla pelle di Ulisse e del migrante ed e&#768; illuminata dall&rsquo;oro all'interno della cornice,&nbsp;perche&#769; come cantava Leonard Cohen &ldquo;C'e&#768; una crepa in ogni cosa ed e&#768; da li&#768; che entra la luce&rdquo;. Il progetto e&#768; accompagnato da un testo di Cesare Pomarici.<br /><strong>Concerning Dante - Autonomous Cell</strong>, di <strong>Jacopo Valentini</strong>, vincitore di "Cantica21. Arte contemporanea italiana ovunque", e&#768; progetto fotografico legato all&rsquo;immaginario dantesco che ripercorre lungo l'Italia i viaggi reali del poeta e quelli letterari attraverso il suo capolavoro, la Divina Commedia. Valentini ruota attorno a tre luoghi simbolici, interpretati come le porte che conducono rispettivamente all'Inferno, al Purgatorio e al Paradiso, veri e propri punti di contatto tra la narrazione della Commedia e la realta&#768; del territorio italiano. La prima, le bocche vulcaniche dei Campi Flegrei, per gli antichi romani rappresentavano l'antro di Caronte, il traghettatore delle anime dei morti oltre il fiume dell'Ade, e Virgilio nell'Eneide vi colloca la discesa agli inferi. La Pietra di Bismantova viene raffigurata dall'artista a simboleggiare il Purgatorio, in seguito a un esplicito riferimento al testo del IV Canto. Il delta del Po e&#768; invece la figurazione del Paradiso: un luogo che non ha un legame filologico con il libro, ma e&#768; stato adottato come pretesto visivo in grado di evocare le suggestioni del poema attraverso il suo caratteristico paesaggio sospeso e senza tempo.<br />Uno degli aspetti preminenti che la ricerca di Valentini si propone di svelare e&#768; il rapporto tra testo letterario e paesaggio e come l'influenza del primo sul secondo sia stata tale da condizionare la percezione dei luoghi. A contribuire a questo processo e&#768; stato il gran numero di figurazioni del testo che si sono susseguite nel corso dei secoli, che il fotografo ha affrontato ritraendo alcune opere di Federico Zuccari, Alberto Martini e Robert Rauschenberg con la tecnica della natura morta. Concerning Dante - Autonomous Cell e&#768; il vincitore di "Cantica21. Arte contemporanea italiana ovunque" - Sezione Under 35 promosso dalla Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dalla Direzione Generale per la Creativita&#768; Contemporanea del Ministero per i Beni e le Attivita&#768; Culturali. Il progetto e&#768; stato esposto presso il Museo Civico Medievale di Bologna, ed e&#768; accompagnato da un'iniziativa editoriale di Humboldt Books.&nbsp;<br /><br />&#8203;</font><strong>PODBIELSKI CONTEMPORARY</strong><br /><span>Via Vincenzo Monti 12 | 20123 Milano</span><br /><span>Opening Hours: Tues&ndash;Fri, 2.30&ndash;7 pm Saturday by appointment only</span><br /><span>Tel: +39 338 238 1720</span><br /><span>info@podbielskicontemporary.com</span><br /><span>www.podbielskicontemporary.com</span><br /></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="http://www.massimilianogatti.com/uploads/1/5/3/1/15312836/firaq-01_orig.jpg" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[MIA FAIR | III Edizione Premio New Post Photography]]></title><link><![CDATA[http://www.massimilianogatti.com/news/mia-fair-iii-edizione-premio-new-post-photography]]></link><comments><![CDATA[http://www.massimilianogatti.com/news/mia-fair-iii-edizione-premio-new-post-photography#comments]]></comments><pubDate>Wed, 23 Mar 2022 12:12:07 GMT</pubDate><category><![CDATA[award]]></category><category><![CDATA[event]]></category><category><![CDATA[exhibition]]></category><category><![CDATA[photography]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.massimilianogatti.com/news/mia-fair-iii-edizione-premio-new-post-photography</guid><description><![CDATA[III Edizione del Premio New Post Photography   La Giuria composta da Gigliola Foschi (curatrice del Premio&nbsp; e Advisor di MIA fair), Sara Benaglia e Mauro Zanchi (docenti, curatori di BACO &ndash; Base Arte Contemporanea Odierna di Bergamo), Matteo Bergamini (direttore responsabile di Exibart, membro del team curatoriale della biennale d&rsquo;arte contemporanea milanese &ldquo;BienNoLo&rdquo;), Steve Bisson(direttore artistico Ragusa Foto Festival, docente al Paris College of Art), Franco C [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<h2 class="wsite-content-title"><span style="color:rgb(85, 85, 85)"><strong>III Edizione del Premio New Post Photography</strong></span><br /></h2>  <span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:auto;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a href='https://www.miafair.it/new-post-photography-award/' target='_blank'><img src="http://www.massimilianogatti.com/uploads/1/5/3/1/15312836/published/logo-mia-black.jpg?1648037759" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Foto" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;"><span>La Giuria composta da <strong>Gigliola Fosch</strong>i (curatrice del Premio&nbsp; e Advisor di MIA fair), <strong>Sara Benaglia e Mauro Zanchi</strong> (docenti, curatori di BACO &ndash; Base Arte Contemporanea Odierna di Bergamo), <strong>Matteo Bergamini</strong> (direttore responsabile di Exibart, membro del team curatoriale della biennale d&rsquo;arte contemporanea milanese &ldquo;BienNoLo&rdquo;), <strong>Steve Bisson</strong>(direttore artistico Ragusa Foto Festival, docente al Paris College of Art),<strong> Franco Carlisi</strong>(direttore delle rivista &ldquo;Gente di Fotografia&rdquo;) e <strong>Claudio Composti</strong> (curatore e direttore artistico di mc2 gallery), sulla base del concept del Premio, proteso ad evidenziare le nuove tendenze della fotografia contemporanea, ha selezionato i seguenti artisti qui indicati in ordine alfabetico:</span><ul><li style="color:rgb(85, 85, 85)"><span><strong>GIORGIA BISANTI </strong></span></li><li style="color:rgb(85, 85, 85)"><span><strong>FEDERICA CAPRARESE </strong></span></li><li style="color:rgb(85, 85, 85)"><span><strong>ALESSANDRO&nbsp; CRISTOFOLETTI </strong></span></li><li style="color:rgb(85, 85, 85)"><span><strong>DARIA&nbsp; DANILOVA </strong></span></li><li style="color:rgb(85, 85, 85)"><span><strong>FRANCESCA DE PIERI </strong></span></li><li><strong><font color="#c23b3b">MASSIMILIANO GATTI</font> </strong></li><li style="color:rgb(85, 85, 85)"><span><strong>ALESSANDRO LAITA / CHIARALICE RIZZI &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </strong></span></li><li style="color:rgb(85, 85, 85)"><span><strong>MARCO LANZA </strong></span></li><li style="color:rgb(85, 85, 85)"><span><strong>NIKOLA LORENZIN </strong></span></li><li style="color:rgb(85, 85, 85)"><span><strong>LIBERA MAZZOLENI </strong></span></li><li style="color:rgb(85, 85, 85)"><span><strong>SARA MUNARI </strong></span></li><li style="color:rgb(85, 85, 85)"><span><strong>GIANGIACOMO&nbsp; ROCCO DI TORREPADULA </strong></span></li><li style="color:rgb(85, 85, 85)"><span><strong>ALESSANDRO&nbsp; SAMBINI </strong></span></li><li style="color:rgb(85, 85, 85)"><span><strong>FILIPPO TOMMASOLI</strong></span></li><li style="color:rgb(85, 85, 85)"><strong>ULDERICO TRAMACEREI</strong></li></ul> <span>I lavori degli artisti vincitori saranno esposti a&nbsp; <strong>MIA Fair 2022, prevista dal 27 aprile (solo su invito) al 1 maggio 2022 al SUPERSTUDIO Maxi di Via Moncucco 35, Milano.</strong></span><br /><br /><span>Inoltre, per i Premi partner di New Post Photography sono stati selezionati i seguenti artisti:</span><ul><li style="color:rgb(85, 85, 85)"><span><strong>Mostra da tenersi entro il 2023 presso lo spazio BACO di Bergamo: </strong>Sara Benaglia e Mauro Zanchi hanno selezionato il progetto di <strong>Alessandro Sambini</strong> e dato una menzione d'onore a <strong>Libera Mazzoleni;</strong></span></li><li><strong style="color:rgb(85, 85, 85)">Progetto internazionale di Residenza d&rsquo;artista Return2Ithaca</strong><span style="color:rgb(85, 85, 85)">: Nina Kassianou, direttrice artistica della residenza d&rsquo;artista nell&rsquo;isola greca di Itaca ha selezionato </span><strong><font color="#c23b3b">Massimiliano Gatti</font><font color="#555555">;</font></strong></li><li style="color:rgb(85, 85, 85)"><strong>Pubblicazione del portfolio </strong><strong>sulla rivista &ldquo;Gente di Fotografia&rdquo;</strong><span>: il direttore Franco Carlisi ha selezionato </span><strong>Ulderico Tramacere;</strong></li><li style="color:rgb(85, 85, 85)"><strong>Mostra al Ragusa Foto Festival: </strong><span>Steve Bisson e Stefania Paxhia (rispettivamente direttore artistico e fondatrice del Ragusa Foto Festival) hanno scelto il progetto di </span><strong>Davide Degano</strong><span> per la mostra presso il Ragusa Foto Festival (luglio-agosto 2022). </span>MIA Fair esporr&agrave; questo progetto, oltre ai lavori dei 15 vincitori, in uno spazio attiguo alla mostra del Premio.</li></ul></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[EYES ON TOMORROW | GIOVANE FOTOGRAFIA ITALIANA NEL MONDO]]></title><link><![CDATA[http://www.massimilianogatti.com/news/eyes-on-tomorrow-giovane-fotografia-italiana-nel-mondo2074548]]></link><comments><![CDATA[http://www.massimilianogatti.com/news/eyes-on-tomorrow-giovane-fotografia-italiana-nel-mondo2074548#comments]]></comments><pubDate>Mon, 06 Dec 2021 12:28:27 GMT</pubDate><category><![CDATA[event]]></category><category><![CDATA[exhibition]]></category><category><![CDATA[photography]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.massimilianogatti.com/news/eyes-on-tomorrow-giovane-fotografia-italiana-nel-mondo2074548</guid><description><![CDATA[      [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="http://www.massimilianogatti.com/uploads/1/5/3/1/15312836/cartolina-web-copia_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[EYES ON TOMORROW | Giovane Fotografia Italiana nel Mondo]]></title><link><![CDATA[http://www.massimilianogatti.com/news/eyes-on-tomorrow-giovane-fotografia-italiana-nel-mondo]]></link><comments><![CDATA[http://www.massimilianogatti.com/news/eyes-on-tomorrow-giovane-fotografia-italiana-nel-mondo#comments]]></comments><pubDate>Mon, 06 Dec 2021 12:24:38 GMT</pubDate><category><![CDATA[event]]></category><category><![CDATA[exhibition]]></category><category><![CDATA[photography]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.massimilianogatti.com/news/eyes-on-tomorrow-giovane-fotografia-italiana-nel-mondo</guid><description><![CDATA[ EYES ON TOMORROWGiovane Fotografia Italiana nel MondoInaugurazione | Inauguraci&oacute;n 9/12/2021 h. 199 DICEMBRE 2021 31 GENNAIO 20229 DE DICIEMBRE 2021 3I DE ENERO 2022Mostra a cura di /Curadur&iacute;a deIlaria Campioli, Daniele De LuigiProgetto originale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale &ndash; Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese e del Comune di Reggio Emilia; con il contributo e l&rsquo;organizzazione degli Istituti Italiani di Cultu [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:auto;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="http://www.massimilianogatti.com/uploads/1/5/3/1/15312836/published/5-massimiliano-gatti-le-nuvole.png?1638793666" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Foto" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;"><strong>EYES ON TOMORROW<br />Giovane Fotografia Italiana nel Mondo</strong><br />Inaugurazione | Inauguraci&oacute;n 9/12/2021 h. 19<br />9 DICEMBRE 2021 31 GENNAIO 2022<br />9 DE DICIEMBRE 2021 3I DE ENERO 2022<br />Mostra a cura di /<br />Curadur&iacute;a de<br />Ilaria Campioli, Daniele De Luigi<br />Progetto originale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale &ndash; Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese e del Comune di Reggio Emilia; con il contributo e l&rsquo;organizzazione degli Istituti Italiani di Cultura di Addis Abeba, Algeri, Barcellona, Citt&agrave; del Messico, Dublino, La Valletta, Melbourne, Monaco di Baviera, Montevideo, Mosca, Nuova Delhi.<br />Proyecto original del Ministerio de Asuntos Exteriores y de la Cooperaci&oacute;n Internacional &ndash; Direcci&oacute;n General para la promoci&oacute;n del Sistema Pa&iacute;s y del Municipio de Reggio Emilia; con la contribuci&oacute;n y la organizaci&oacute;n de los Institutos Italianos de Cultura de Addis Abeba, Argel, Barcelona, Ciudad de M&eacute;xico, Dubl&iacute;n, La Valletta, Melbourne, M&uacute;nich, Montevideo, Mosc&uacute; y Nueva Delhi.<br />IT: Eyes on Tomorrow. Giovane Fotografi a Italiana nel Mondo &egrave; un progetto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e del Comune di Reggio Emilia. Si tratta di una grande mostra diffusa, nata per valorizzare fuori dai confi ni nazionali opere fotografi che di giovani artiste e artisti, collegando idealmente i cinque continenti sotto il cappello delle pi&ugrave; recenti espressioni della fotografi a del nostro paese. Le prime tappe sono inaugurate in occasione della Giornata del Contemporaneo 2021, la manifestazione promossa da AMACI - Associazione dei Musei d&rsquo;Arte Contemporanea Italiani, che da diciassette anni coinvolge musei, fondazioni, istituzioni pubbliche e private, gallerie, studi e spazi d&rsquo;artista, e che anche quest&rsquo;anno si avvale della collaborazione della Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese. Eyes on Tomorrow, che coinvolge 39 giovani artisti cui &egrave; af dato il compito di rappresentare l&rsquo;Italia nel mondo, valorizza e amplifi ca sulla scena internazionale l&rsquo;esperienza di Giovane Fotografi a Italiana, un&rsquo;open call gratuita promossa dal Comune di Reggio Emilia. Giunta quest&rsquo;anno alla 9a edizione, Giovane Fotografi a Italiana costituisce ormai un punto di riferimento nella scena artistica nazionale per la scoperta e la valorizzazione dei talenti emergenti della fotografi a del nostro paese, ponendo particolare attenzione a ricerche caratterizzate da un approccio sperimentale. La selezione degli artisti che partecipano a Eyes on Tomorrow proviene dal bacino delle passate edizioni di Giovane Fotografi a Italiana e coniuga l&rsquo;alta qualit&agrave; artistica con la variet&agrave; delle ricerche in atto nella fotografi a italiana. La proposta curatoriale &egrave; articolata in quattordici mostre, ciascuna delle quali ruota attorno a un tema e raggruppa i lavori di tre artisti: Eredit&agrave;, Identit&agrave;, Potere, Radici, Storie, Nomadismo, Segreti, Giovinezza, Sogni, Illuminazioni, Orizzonti, Quotidianit&agrave;, Corrispondenze, Prospettive. Grazie al contributo e al supporto degli Istituti Italiani di Cultura, le mostre sono dislocate in undici citt&agrave;: Addis Abeba, Algeri, Barcellona, Citt&agrave; del Messico, Dublino, La Valletta, Melbourne, Monaco di Baviera, Montevideo, Mosca e Nuova Delhi. Il progetto si caratterizza infi ne per un innovativo display espositivo, basato sull&rsquo;impiego di strutture modulari in legno che ogni artista ha potuto personalizzare, dando via a un&rsquo;installazione fotografi ca originale.<br />&nbsp;<br />ES: Eyes on Tomorrow. Giovane Fotografi a Italiana nel Mondo es un proyecto del Ministerio de Asuntos Exteriores y Cooperaci&oacute;n Internacional y del Ayuntamiento de Reggio Emilia. Se trata de una exposici&oacute;n a gran escala, creada para promover las obras fotogr&aacute;fi cas de j&oacute;venes artistas fuera de Italia, uniendo idealmente los cinco continentes bajo el paraguas de las expresiones m&aacute;s recientes de la fotograf&iacute;a italiana. Las primeras etapas se inaugurar&aacute;n con motivo de la Giornata del Contemporaneo 2021, el evento promovido por la AMACI - Associazione dei Musei d&rsquo;Arte Contemporanea Italiani (Asociaci&oacute;n de Museos de Arte Contempor&aacute;neo Italianos), que desde hace diecisiete a&ntilde;os cuenta con la participaci&oacute;n de museos, fundaciones, instituciones p&uacute;blicas y privadas, galer&iacute;as, estudios y espacios de artistas, y que tambi&eacute;n este a&ntilde;o contar&aacute; con la colaboraci&oacute;n de la Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese. Eyes on T omorrow, en la que participan 39 j&oacute;venes artistas encargados de representar a Italia en el mundo, potencia y ampl&iacute;a en la escena internacional la experiencia de Giovane Fotografi a Italiana, una convocatoria abierta y gratuita promovida por el Ayuntamiento de Reggio Emilia. En su 9&ordf; edici&oacute;n, Giovane Fotografi a Italiana se ha convertido en un punto de referencia en el panorama art&iacute;stico nacional para el descubrimiento y la promoci&oacute;n de los talentos emergentes de la fotograf&iacute;a italiana, con especial atenci&oacute;n a la investigaci&oacute;n caracterizada por un enfoque experimental. La selecci&oacute;n de artistas que participan en Eyes on Tomorrow procede de ediciones anteriores de Giovane Fotografi a Italiana y combina la alta calidad art&iacute;stica con la variedad de la investigaci&oacute;n en curso en la fotograf&iacute;a italiana. La propuesta curatorial se articula en catorce exposiciones, cada una de las cuales gira en torno a un tema y re&uacute;ne las obras de tres artistas: Herencia, Identidad, Poder, Ra&iacute;ces, Historias, Nomadismo, Secretos, Juventud, Sue&ntilde;os, Iluminaciones, Horizontes, Quotidianidad, Correspondencias, Perspectivas. Gracias a la contribuci&oacute;n y el apoyo de los Institutos Culturales Italianos, las exposiciones se encuentran en once ciudades: Addis Abeba, Argel, Barcelona, Ciudad de M&eacute;xico, Dubl&iacute;n, La Valeta, Melbourne, M&uacute;nich, Montevideo, Mosc&uacute; y Nueva Delhi. Por &uacute;ltimo, el proyecto se caracteriza por una innovadora muestra expositiva, basada en el uso de estructuras modulares de madera que cada artista ha podido personalizar, dando lugar a una original instalaci&oacute;n fotogr&aacute;fi ca.<br />&nbsp;<br /><strong>POTERE</strong><br />Paolo Ciregia, Massimiliano Gatti, Zoe Paterniani I modi in cui il potere costruisce e diffonde la rappresentazione di s&eacute; e della propria presenza hanno a che fare con il confi ne tra visibile e invisibile. Affascinati dalla complessit&agrave; di questo tema in relazione ai contesti storici e all&rsquo;immagine fotografi ca, Paolo Ciregia, Massimiliano Gatti e Zoe Paterniani presentano tipologie molto diverse di iconografi e. I loro punti di vista sono differenti ma tutti utilizzano le possibilit&agrave; di analisi offerte dallo sguardo chirurgico dell&rsquo;obiettivo.<br />&nbsp;<br /><strong>PODER</strong><br />Paolo Ciregia, Massimiliano Gatti, Zoe Paterniani Las formas en que el poder construye y difunde la representaci&oacute;n de s&iacute; mismo y de su presencia tienen que ver con la frontera entre lo visible y lo invisible. Fascinados por la complejidad de este tema en relaci&oacute;n con los contextos hist&oacute;ricos y la imagen fotogr&aacute;fi ca, Paolo Ciregia, Massimmiliano Gatti y Zoe Paterniani presentan tipos de iconograf&iacute;a muy diferentes. Sus puntos de vista son diferentes, pero todos utilizan las posibilidades de an&aacute;lisis que ofrece la mirada quir&uacute;rgica del objetivo.<br />&nbsp;<br /><strong>40 DITTATORI</strong><br />40 Dittatori &egrave; il risultato di una serie di scansioni effettuate su statue e mezzi busti rafguranti alcuni tra i principali dittatori del XX e XXI secolo. Attraverso il ribaltamento di prospettiva, lo spettatore pu&ograve; scorgere solo la base della statua che, con le sue cavit&agrave; e scanalature, gli si rivela da un punto di vista inaspettato. Questa visione, infatti, nella realt&agrave; si ottiene soltanto al momento dell&rsquo;abbattimento della statua. Uno degli effetti immediati di questo espediente &egrave; la depotenzializzazione dell&rsquo;oggetto iconografico dato dalla perdita istantanea della funzione per cui il monumento stesso era stato pensato originariamente.<br />40 Dittatori (40 Dictadores), es el resultado de una serie de escaneos realizados sobre estatuas y semibustos que representan a algunos de los dictadores m&aacute;s importantes de los siglos XX y XXI. Al invertir la perspectiva, el espectador s&oacute;lo puede ver la base de la estatua, que, con sus cavidades y ranuras, se le revela desde un punto de vista inesperado. En realidad, esta vista s&oacute;lo se obtiene cuando se retira la estatua. Uno de los efectos inmediatos de este recurso es la despotenciaci&oacute;n del objeto iconogr&aacute;fico debido a la p&eacute;rdida instant&aacute;nea de la funci&oacute;n para la que el monumento estaba originalmente destinado.<br />&nbsp;<br /><strong>PAOLO CIREGIA<br />(Viareggio, IT, 1987)</strong><br />Fortemente influenzato da un&rsquo;esperienza di un anno in prima persona nel conflitto russo-Ucraino, Ciregia esplora il lato oscuro della natura umana ricorrendo a diversi media come la fotografia, la scultura, l&rsquo;installazione e la performance. Afdandosi ad un approccio tanto diagnostico quanto meticoloso, con una particolare sensibilit&agrave; per le caratteristiche intrinseche dei materiali, rielabora e trasfigura il reale in un&rsquo;esperienza introspettiva.<br />Fuertemente influenciado por una experiencia de primera mano de un a&ntilde;o en el conflicto ruso-ucraniano, Ciregia explora el lado oscuro de la naturaleza humana utilizando diferentes medios como la fotograf&iacute;a, la escultura, la instalaci&oacute;n y la performance. A trav&eacute;s de un enfoque tan diagn&oacute;stico como meticuloso, con una especial sensibilidad hacia las caracter&iacute;sticas intr&iacute;nsecas de los materiales, reelabora y transfigura la realidad en una experiencia introspectiva.<br />&nbsp;<br /><strong>LE NUVOLE</strong><br />&ldquo;Ho abbinato fotografie di Palmira, il sito archeologico siriano che &egrave; stato danneggiato dall&rsquo;ISIS, a frame di video di propaganda in cui se ne documenta la distruzione. Da un lato ci sono immagini di fotografia archeologica, dall&rsquo;altro immagini che sembrano volutamente delle nuvole, ma in realt&agrave; sono colonne di fumo che si alzano dopo l&rsquo;esplosione&rdquo;.<br />&ldquo;Combin&eacute; fotograf&iacute;as de Palmira, el yacimiento arqueol&oacute;gico sirio que ha sido da&ntilde;ado por el ISIS, con fotogramas de v&iacute;deos de propaganda que documentan su destrucci&oacute;n. Por un lado hay im&aacute;genes de fotograf&iacute;a arqueol&oacute;gica, por otro lado im&aacute;genes que deliberadamente parecen nubes, pero que en realidad son columnas de humo que se elevan tras la explosi&oacute;n.&rdquo;<br />&nbsp;<br /><strong>MASSIMILIANO GATTI<br />(Pavia, IT, 1981)</strong><br />Con un approccio documentaristico, ma lontano dal reportage, porta avanti la sua ricerca artistica sul territorio medio orientale. La sua ricerca spazia dall&rsquo;esplorazione del passato fino all&rsquo;osservazione della poliedrica realt&agrave; contemporanea suggerendo la propria riflessione personale.<br />Con un enfoque documental, pero lejos del reportaje, su investigaci&oacute;n va desde la exploraci&oacute;n del pasado hasta la observaci&oacute;n de la polifac&eacute;tica realidad contempor&aacute;nea, sugiriendo su propia reflexi&oacute;n personal.<br />&nbsp;<br />JORDAN GENERAL ELECTIONS<br />Jordan General Elections raccoglie una serie di immagini realizzate durante le elezioni parlamentari in Giordania nel 2016. Le stanze spettrali del vecchio palazzo del parlamento, sulle cui pareti trovano spazio le immagini istituzionali della memoria storica, sono contrapposte ad una singola immagine della campagna elettorale.<br />Jordan General Elections recoge una serie de im&aacute;genes realizadas durante las elecciones parlamentarias en Jordania en 2016. En las paredes de las habitaciones espectrales del viejo palacio del parlamento, encuentran espacio las im&aacute;genes institucionales de la memoria hist&oacute;rica, contrapuestas a una sola imagen de la campa&ntilde;a electoral.<br />&nbsp;<br /><strong>ZOE PATERNIANI<br />(Pesaro, IT, 1991)</strong><br />Dopo la laurea magistrale in Arti visive presso l&rsquo;Universit&agrave; di Bologna, consegue nel 2017 il Master di alta formazione per l&rsquo;immagine contemporanea presso Fondazione Fotografia Modena. Attualmente collabora come editor con diverse case editrici italiane e con Motto, il principale distributore indipendente di libri d&rsquo;arte e cataloghi in Europa.<br />Tras licenciarse en Artes Visuales por la Universidad de Bolonia, en 2017 realiz&oacute; un M&aacute;ster de Formaci&oacute;n Avanzada en Imagen Contempor&aacute;nea en la Fondazione Fotografia Modena. Actualmente colabora como editor con diferentes casas editoriales italianas y con Motto, el principal distribuidor independiente de libros de arte y cat&aacute;logos de Europa.<br />&nbsp;<br /><strong>CORRESPONDENCE</strong><br />Correspondence nasce dal dialogo intrattenuto a distanza dall&rsquo;artista con un gruppo di donne di et&agrave; e origini diverse che frequentano il Presidio Caritas di Pachino. Questo scambio di parole e immagini compone una narrazione per frammenti della quotidianit&agrave; delle migranti raccontata cos&igrave; come loro scelgono di rappresentarla; un diario in soggettiva, un archivio di scorci di una realt&agrave; spesso ancor pi&ugrave; invisibile perch&eacute; narrata dal punto di vista delle donne.<br />Correspondence se cre&oacute; por invitaci&oacute;n del Festival Ragusa Foto, como resultado del di&aacute;logo a distancia de Martina della Valle con un grupo de mujeres de diferentes edades y or&iacute;genes que asisten al Presidio Caritas de Pachino. Este intercambio de palabras e im&aacute;genes compone una narraci&oacute;n en fragmentos de la vida cotidiana de las migrantes, cont&aacute;ndola como ellas deciden representarla; un diario subjetivo, un archivo de visiones de una realidad que a menudo es a&uacute;n m&aacute;s invisible porque se narra desde el punto de vista de las mujeres.<br />&nbsp;<br /><strong>MARTINA DELLA VALLE<br />(Firenze, IT, 1981)</strong><br />La sua ricerca muove dalle basi della tecnica fotografica e si sviluppa attraverso vari media assumendo forme diverse a seconda dei luoghi o delle storie attorno a cui si sviluppa; dalla stampa fotografica b/n all&rsquo;installazione site-specific, dal video al disegno.<br />Su investigaci&oacute;n parte de los fundamentos de la t&eacute;cnica fotogr&aacute;fica y se desarrolla a trav&eacute;s de diversos medios que adoptan diferentes formas en funci&oacute;n de los lugares o las historias en torno a las que se desarrolla; desde impresiones fotogr&aacute;ficas en b/n hasta instalaciones espec&iacute;ficas para el lugar, desde el v&iacute;deo hasta el dibujo.<br />&nbsp;<br /><strong>THE BALLAD OF SILENT SEEDS</strong><br />Thomas Sankar&agrave;, presidente del Burkina Faso e amatissima icona della rivoluzione assassinato brutalmente nel 1987, era un grande sostenitore della parit&agrave; di genere e considerava la donna come figura necessaria e trainante nella lotta per la giustizia sociale e l&rsquo;emancipazione del paese. Le donne burkinab&egrave; sono state infatti tra le prime forze sociali a ribellarsi contro il presidente Blaise Compaor&egrave; nel 2014, nella famosa sollevazione popolare che pose fine ai suoi 27 anni di dittatura.<br />Thomas Sankar&agrave;, presidente de Burkina Faso y querido icono de la revoluci&oacute;n que fue brutalmente asesinado en 1987, fue un gran defensor de la igualdad de g&eacute;nero y consideraba a las mujeres como una figura necesaria e impulsora de la lucha por la justicia social y la emancipaci&oacute;n en el pa&iacute;s. De hecho, las mujeres burkinesas fueron una de las primeras fuerzas sociales que se rebelaron contra el presidente Blaise Compaor&egrave; en 2014, en el famoso levantamiento popular que acab&oacute; con sus 27 a&ntilde;os de dictadura.<br />&nbsp;<br /><strong>FEDERICA LANDI<br />(Rimini, IT, 1986)</strong><br />Federica Landi &egrave; un&rsquo;artista che lavora principalmente con il mezzo fotografico. Docente e fondatrice di Riu, spazio indipendente dedicato alla ricerca visiva, dal 2017 insegna Fotografia concettuale e documentaria presso l&rsquo;Accademia di Belle Arti di Roma.<br />Federica Landi es una artista que trabaja principalmente con la fotograf&iacute;a. Es profesora y fundadora de Riu, un espacio independiente dedicado a la investigaci&oacute;n visual y desde 2017 es profesora de Fotograf&iacute;a Conceptual y Documental en la Academia de Bellas Artes de Roma.<br />&nbsp;<br /><strong>RITUALIA &ndash; FERITE/FERITOIE</strong><br />Il lavoro di Marco Maria Zanin, in costante dialogo con l&rsquo;antropologia, &egrave; orientato a una rilettura e risemantizzazione del rapporto con la terra e con le tradizioni popolari. In particolare, l&rsquo;artista si interessa a de-costruire le categorie alla base dell&rsquo;idea di museo etnografico, rendendolo un museo aperto e in costante divenire.<br />El trabajo de Marco Maria Zanin, que se desarrolla a trav&eacute;s del uso de la fotograf&iacute;a en di&aacute;logo con la antropolog&iacute;a, se orienta hacia una reinterpretaci&oacute;n y redefinici&oacute;n de la relaci&oacute;n con la tierra y con las tradiciones populares. Uno de los contextos de investigaci&oacute;n m&aacute;s frecuentes del artista es el museo etnogr&aacute;fico, cuyas categor&iacute;as b&aacute;sicas trata de deconstruir a trav&eacute;s del arte, orient&aacute;ndolo hacia la idea de un museo abierto en constante evoluci&oacute;n.<br />&nbsp;<br /><strong>MARCO MARIA ZANIN<br />(Padova, IT 1983)</strong><br />Marco Maria Zanin, artista e ricercatore, vive e lavora tra Padova e Lisbona, dove &egrave; attualmente dottorando in Antropologia presso ISCTE/NOVA. Nel 2015 &egrave; il fondatore di Humus Interdisciplinary, piattaforma internazionale che organizza residenze artistiche al fine di attivare patrimoni culturali nelle zone rurali tra l&rsquo;Italia e il Portogallo.<br />Marco Maria Zanin, artista e investigador, vive y trabaja entre Padua y Lisboa, donde actualmente es estudiante de doctorado en Antropolog&iacute;a en el ISCTE/NOVA. En 2015 es el fundador de Humus Interdisciplinary, una plataforma internacional que organiza residencias art&iacute;sticas para activar patrimonios culturales en zonas rurales entre Italia y Portugal.<br />&nbsp;<br />CITT&Agrave; DEL MESSICO | CIUDAD DE M&Eacute;XICO<br />Istituto Italiano di Cultura Francisco Sosa 77, Col. Villa Coyoac&aacute;n Ciudad de M&eacute;xico, Del. Coyoac&aacute;n, C.P. 04000 Tel: (0052-55) 5554-0044 E-mail: <a href="mailto:iicmessico@esteri.it">iicmessico@esteri.it</a><br />Da luned&igrave; a venerd&igrave; 10 - 18 Lunes a viernes 10 am - 6 pm<br />italiana.esteri.it<br />gfi.comune.re.it</div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>]]></content:encoded></item></channel></rss>